Malattie acqua non potabile, scopri i rischi

Malattie acqua non potabile, scoprite quali sono

Verrebbe da dire malattie acqua non potabile e anche potabile, visto che in numerose occasioni si sono riscontrate tracce di pericolosi batteri anche nelle acque correnti e potabili. La nostra analisi del fenomeno delle malattie che si annidano nelle acque vuole essere un’analisi a 360 gradi. Se prendiamo in esame lo stato delle acque sulle nostre coste, probabilmente comprenderemo che anche se non beviamo acqua non potabile, con l’avvicinamento della stagione estiva e dei bagni in mare, potremmo comunque essere esposti ai batteri che si annidano nelle acque del mare.

Non pensate che le malattie che si nascondono nelle acque non potabili non vi colpiranno mai. E non crediate che siano malattie da paesi del terzo mondo, perché come avrete modo di leggere, questi batteri colpiscono sopratutto i paesi cosiddetti del primo mondo industrializzato. Siccome la contaminazione delle acque è un fenomeno che ogni anno colpisce migliaia di persone, vediamolo nel dettaglio e cerchiamo di capire come prevenire.

Vacanze? Attenzione all’acqua di mare

Ogni anno con l’avvicendarsi del periodo balneare estivo, Legambiente effettua dei campionamenti delle acque del mare. Secondo uno di quei controlli, il 40% delle acque di mare italiane ha una carica batterica varie volte superiore a quella consentita dalla legge di tutela delle acque. Questo è dovuto sopratutto alla presenza nelle vicinanze delle città, di scarichi fognari non depurati. Nei controlli microbiologici di queste acque sono emerse numerose colonie di  (entero-cocchi intestinali, Escherichia coli).

Acqua di mare e di fiume, una nuova minaccia

Le acque di mare, colpa dell’esistenza del genere umano rappresentano una minaccia sotto numerosi aspetti. Non bastava il proliferare di batteri di ogni tipo dovuto agli scarichi fognari che colpiscono già da soli il 40% delle acque italiane. Ora si è aggiunta un’ulteriore fonte di inquinamento, la plastica. Tutti gli scarti industriali di plastica che vanno a finire in mare, sono l’ambiente preferito per la riproduzione di altri batteri.

Batteri 1000 volte resistenti agli antibiotici

Questi batteri già pericolosi da se, quando la plastica dove annidano viene a contatto con quantità industriale di antibiotici che i laboratori vertono nelle acque di fiumi e mari, diventano resistenti agli antibiotici. Uno studio pubblicato su questo sito, ha calcolato che quei batteri si trasformano in batteri killer, diventando 1000 volte più resistenti agli antibiotici. Voi direte, fin qui tutto bene. Basta che non vengano a contatto con noi. Invece no! Quelle particole di plastica, spesso vengono mangiate dai pesci. Pesci che per via della catena alimentare, poi arriveranno sulle nostre tavole!

Attenzione ai divieti di balneazione

Molte persone ignorano volutamente i divieti di balneazione pensando che tanto non toccherà mai a loro. Il consiglio invece è quello di essere prudenti e accattare questi divieti. I batteri oggigiorno, per colpa dell’uomo e delle sue attività deleterie contro la natura, stanno diventando sempre più resistenti alle cure. Se dopo un bagno in mare, mostrate sintomi come diarrea, vomito, febbre alta, dolori muscolari e brividi, correte al pronto soccorso più vicino.

Non si tratta di fare falso allarmismo, ma il problema ce e andrebbe affrontato dalle autorità competenti. Ma purtroppo in numerose occasioni la politica ha le mani legate dai contratti firmati con industrie che non fanno altro che inquinare le acque di fiumi, laghi, e mari dalla mattina alla sera. Per questo motivo, se non lo fanno loro, dobbiamo pensarci noi a proteggerci, e l’unica arma che abbiamo è stare molto attenti ai posti dove faremo il bagno.

L’informazione cura più della medicina

Informatevi. Fate una ricerca sul web, prima di partire per le vacanze. Indagate sulla salute delle acque del posto dove volete soggiornare. Leggetevi le informazioni che diramano le diverse associazioni che sono attive nel difendere la natura e le risorse naturali. Ad esempio potreste dare un’occhiata al sito di Legambiente dove potete cercare la campionatura delle acque del corrente anno. Infatti ogni anno effettuano delle campionature dell acque dei mari nostrani con lo scopo di stabilire il loro livello di salute.

Nel caso di infezione da batteri fecali

La terapia per debellare Enterococcus faecalis risulta piuttosto ostica a causa della resistenza agli antibiotici sviluppata dai batteri. In tal senso, una cura farmacologica con ampicillina, penicillina, cefalosporine, clindamicina e vancomicina sembra non essere adeguata. Più utile risulta l’associazione di vari farmaci, come aminoglicosidi associati a glicopeptidi oppure a beta-lattamici. L’associazione dei farmaci chinupristina (o quinupristin) e dalfopristina sembra costituire la terapia elettiva per debellare le infezioni sostenute da Enterococcus faecalis.

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